Il Maggio

Per festeggiare la fine dell’inverno e l’arrivo della buona stagione era usanza nel paese far festa la prima domenica di Maggio.

La domenica infatti la gente non lavorava nei campi e quindi si univa alla manifestazione di carattere profano che invitava i partecipanti a godere delle gioie del risveglio della natura, la forte influenza religiosa dove Maria, portando al mondo la luce del Salvatore, illuminava e risvegliava le coscienze.

Era la festa del Maggio.

La festa iniziava dal poggetto, un gruppo di case in pietra alla periferia del borgo, dove ancora oggi c’è una piccola cappella con l’immagine in legno della Madonna.

Lì si radunava la gente per cantare e partiva la processione con l’immagine della Madonna del Rosario, un quadro fissato ad una sommità di un’asta sormontata da una croce.

Ogni ragazza non ancora fidanzata, nei mesi d’inverno, ricamava un fazzoletto e al passaggio del maggio la ragazza lo appuntava sul quadro della Madonna.

Il maggio passava di casa in casa per arrivare sulla piazza principale del paese davanti al monumento dei caduti, quì i fazzoletti ricamati venivano messi all’asta e i giovanotti facevano a gara per acquistare quello dell’amata, era un gioco divertente perchè così si scoprivano gli amoretti.Il ricavato era per la Chiesa.

 

Questa era la canzone del Maggio

Maggio Sacro

Genio -n. 1:

Torna il genio nel mio seno

Nel tornare il nuovo maggio

Or che il sole tramonta il raggio

Chiaro limpido e sereno

Genio- n.2:

 tutto il mondo in questo mese

Viene in festa ed allegria

Di soave melodia

E ripiena ogni paese

Coro – n. 3:

 su cantiamo il nuovo maggio

Con decoro e devozione

Della pia consolazione

Ad onor gloria e vantaggio

Coro – n. 4 :

per colei tutto ritorna

Primavera Estate e Inverno

E pel suo gran figlio eterno

Tutto il mondo si feconda

Coro n. 5:

Per te sola Iride bella

Si mostra placato il cielo

Si dilegua ogni aspro gelo

Torna a noi pace novella

Coro –n.6:

Sei la matutina stella

Dei credenti ausiliatrice

Fa che al porto sia felice

Questa nostra navicella

Maggio n. 7:

Dilettissimi signori

Il bel maggio è ritornato

Che riveste il colle il prato

E il giardin di vaghi fiori

Primavera n. 8:

 Tora a voi lieta e sincera

Di verdura circondata

La stagion  tanto bramata

Della degna primavera

Coro n.9:

Su cantiamo con armonia

Viva maggio e primavera

E l’umana unica schiera

faccia ed allegria

Coro n.10:

 Rende al cuor pace novella

Portar sol consolazione

E nel cuor delle persone

Deliziosa amena e bella

Coro n. 11:

Più non è che neve e gelo

Bianco il prato e l’altomonte

Scorre placida ogni fonte

E rivesti ogni stelo

Coro n. 12:

L’augelletti sull’aurora

Fan soave mormorio

Tornar suol la pace il brio

Tutto il mondo si rinfiora

Coro n. 13:

Il pastor tutto ridente

Fa ritorno alla montagna

Si riveste ogni campagna

Si rallegra ogni avente

Coro n. 14:

sull’amena collinetta

Fra l’erbetta teneretta

La vezzana villanetta

Si diverte e si diletta

Coro n. 15:

e l’egizia messaggera

Verso noi rivolta il volo

Scorre l’uno e l’altro polo

Salutando primavera

Coro n. 16:

l’amenissimo giardino

Vago e adorno tu lo vedi

Rifioriscon i suoi arredi

E la rosa e il gelsomino

Coro n. 17:

 Cielo e terra e l’elementi

Si rallegran tutti quanti

Stanno lieti e trionfanti

Tutti l’esser viventi

Genio n. 18:

Alla Vergine Maria

Della pia consolazione

Canterem con devozione

Una degna sinfonia

Genio n. 19:

 a colei che tutto pole

A Maria della Cintura

Alla vergin casta e pura

Che nel ciel tutti ci vole

Maggio n. 20:

sei nel ciel fra lo splendore

Santa Vergin Benedetta

La mia lode a te si accetta

Che ti offro col mio fiore

Primavera n. 21:

A Maria Vergin gradita

Dall’eterno casta e pura

Della vaga mia ventura

Renda a te grazia infinita

Coro n. 22:

 A te dunque o gran regina

Innalziam di lode un canto

Fra le donne porti il vanto

Cielo e terra a te s’inchina

Coro n. 23:

A Maria madre d’amore

Che il tuo cingolo beato

Per un pegno tu ci hai dato

Di conforto il peccatore

Coro n. 24:

Volgi a noi pietoso il ciglio

E per noi mostrati madre

E fra le celesti squadre

Mostra a noi il tuo divin figlio

Coro n. 25:

Vaga stella mattutina

Giglio puro e immacolato

Dolce balsamo aromato

Mista rosa porporina

Coro n. 26:

per pietà Vergin Maria

Non gardate ai nostri errori

Su di noi vostri tesori

Dehi versate e cosi sia

Partenza n. 27:

Tutti uniti or domandiamo di partir
grato licenza

E di si grata accoglienza

Rendiam grazie e là partiamo

 

Contrasto fra l’inverno e la primavera

Primavera :

 Lo vedete ecco un vecchione

Che ci  viene a frastornare

Benché in  piedi non può stare

E si  appoggia sul bastone

Maggio:

O vecchion di dove vieni

Dimmi chi  ti a qui guidato

La tua  patria il parentato

Far palese  ti conviene

Inverno:

 son l’inverno e son venuto

Con  voaltri in compagnia

Se mi  usate cortesia

Farò tutto  il mio dovuto

Coro:

 piega ormai l’intera fronte

Non ardir  passo più avanti

Torna pur  tristo birbante

Dove gela  il fiume el fonte

Inverno:

non abbiate gran ruganza

Se ben  vecchio mi vedete

Vi bastono  quanti siete

Della  forza nò abbastanza

Coro:

che di vecchio tentennino

Di volerci  bastonare

Non puoi  manco camminare

E non  costi più un quatrino

Inverno:

io non ho nessun timore

Benché  vada tentennoni

So domar  voialtri bravoni

Tengo onor  forza e valore

Maggio:

 vecchio vai per la tua via

che se no  ti fo legare

E ti  faccio imprigionare

Se sei  pien di vellania

Inverno:

o chi tratti di villano

Più di te  vivo onorato

Quando  ancor fossi legato

Io ti  fuggirei di mano

Primavera:

come parli a rio furfante

Se tu  indugi un altro giorno

A poster  dal mio soggiorno

T’incateno  o rio birbante

Inverno:

deh per mio non basta cento

Benché non  ti costi un quatrino

E son  vecchio tentennino

E ognun  non mi sgomento

Coro:

 con chi credi di trattare

Vecchio  pien di villania

Prendi  intanto la tua via

Senza star  niente a indugiare

Inverno:

Partirò ma se un di il cielo

Mi  permette di tornare

Vi farò  tutti tremare

Mi armerò  di neve e gelo

Primavera:

vi ringrazio cari amici

Che  veniste in mia difesa

Dell’inverno  alla contesa

Matterria  coi detti oultrici

Maggio:

ma sperian che alcun oltraggio

Più non  faccia all’onor mio

Coro:
tutti dunque abbian desio

Di cantare  evviva maggio

 

Contrasto fra l’Inverno Maggio e
Primavera

Maggio:

Nell’ottantatre passato

Sopra il  maggio mi trovai

Con  l’inverno contrastai

Che per or  non è tornato

Su  compagni insiem cantiamo

Che fin  qui non si è veduto

Inverno:

io son qui pronto e risoluto

Sei  chirurgo e ciarlatano

 

Maggio e Primavera contrasto con
l’Inverno

Chi siei  tu paleserai

Da che  parte sei venuto

Ripartirai  qei risoluto

Se no a me  la pagherai

Inverno:

 son l’inverno a tu chi sei

Tu mi  vieni a frastornare

Se tu vuoi  meco grostare

Come te ne  prendo sei

Maggio:

tu mi vedi giovanetto

Con  rispetto e compassione

Se non a  darti un cazzottone

E  guastarti tutto il tetto

Inverno:

 e di nebbia e tramontano

E di vento ne ho centotre

Voglio  batte le mie note

Da vicino  e da lontano

Primavera:

Torna torna ai tuoi confini

Parti e  vai senza tardare

Se no il  fio tu dei pregare

Passa i  monti e gli appennini

Inverno:

di Siberia il mio palazzo

Io ti  voglio salutare

Io ti  voglio bombardare

Con  tempeste neve e ghiaccio

Coro:

 Ti sei scordo qui tre mesi

Che fun  dati a tuo comando

Tu gli  pigli troppo brando

Più di  quattro tu n’hai presi

Inverno:

con astuzia e con inganno

Me li godo  tranquillamente

Me ne sto felicemente

Tutti  quattro a mezzo l’anno

Gli  uominetti del tuo regno

Me li  prendo per cicchetti

Mi disprezzi e mi diletti

Questo è tutto il mio disegno

Partirò ma senza impaccio

Io di qui vi vo lasciare

Un’altranno vo tornare

Vi bombarderò a neve e ghiaccio

Coro:

 Ma speria c’altro attentato

Più non faccia a primavera

Riprendiam pace primiera

Viva maggio sia cantato

 

 

Contrasto che fa Maggio e Primavera con
l’Inverno

n.1 Ecco un povero vecchio abbandonato

ridotto proprio all’intima miseria

Son da tutti mal visto e disprezzato

Guardato di mal occhio e faccia seria

Vado cercando un’anima cortese

Che m’insegni la via del mio paese

Coro n. 2

Chi sei mai farci palese

Da che parte sei venuto

Gia che qui sei capitato

Qualche d’un sarà cortese

Inverno n. 3

Oriondo son io di una compagnia

Presso le rive dello gelato mare

In aspra e inaffessibile montagna

Che con incerta luce il sol traspare

Fra le brine le nevi e il ghiaccio eterno

Quello è il mio domicilio e son l’inverno

Primavera n. 4

A brutto vecchio imbecille il passo andare

Sospendi e non turbare i giorni nostri

Vattene presto e non turbar la faccia

Stai di siberia n ei confini tuoi

La ruba mesi pur quanto tu vuoi.

Inverno n. 5

Chiedo a Voi per supplimento

Di accordare breve soggiorno

Via di qui neppur un giono

Parti tosto nel momento

Inverno n. 6

Di partir non è intenzione

Quant’è te qui posso stare

Non mi puoi via mandare

Se non ai punta ragione

Coro n. 7

Negramante traditore

Di partire noi ti imponiamo

E se no ti bastoniamo

Con tormento e con dolore

Inverno n. 8

Se mi levo questi guanti

O gentaccia malandrina

Io di voi ne fo rovina

Bastonando tutti quanti

Primavera n. 9

Tu sai pur che sol tre mesi

Tu fu dati a dominare

Ma tu vuoi sempre rubare

Più di quattro tu ne hai presi

Coro n. 10

Brutto vecchio tentennone

Tenteresti di rubare

Tu non puoi più camminare

E ti appoggi sul bastone

Inverno n. 11

Che canaglia o qui trovato

Io mi trovo a grande impegno

Ma se torno in questo regno

Voglio fare da disperato

Coro n. 12

Con chi credi di trattare

Vecchio pien di tirannia

Prendi tosto la tua via

Perché qui non devi stare

Inverno n. 13

A passar poggio e la boscaglia

Mi son tutto rovinato

Un po’ di forza mi è restato

Per domar questa canaglia

Maggio n. 14

Su compagni sia legato

Questo vecchio impertinente

E di mezzo a questa gente

Presto presto sia levato

Inverno n. 15

Per pietà chiedo da bere

Son da tutti abbandonato

Crudelmente son legato

E in prigion mi tocca andare

Primavera n. 16

Li sia dato nel momento

Un ristoro a quel birbante

Poi levatelo davante

Moria con gran tormento

Inverno n. 17

Per virtù del buon licuore

Mi ritrovo tanta forza

Vo strappare canapo e corda

Atterrì vo ogni bravone

Tutti n. 18

Vecchio grullo nocciolone

Tu non vuoi di qui partire

Ti faremo noi sentire

Il bastone sul tuo groppone

Inverno n. 19

Partirò si ma se il cielo

Mi permette di tornare

Vi farò tutti tremare

Mi armerò di neve e gelo

Primavera tutti n. 20

E’ partito quel vecchione

Vi ringrazio tutti quanti

In armonia con suoni e canti

Su cantiamo evviva maggio